Tabià Santo Stefano, Santo Stefano di Cadore

IDEA

Il progetto di recupero trasforma l’edificio esistente in una casa di vacanza per una famiglia appassionata della montagna. La ristrutturazione di questo edificio chiamato tabià (un tempo utilizzato come stalla e fienile) diventa un’opportunità per reinventare, in modo contemporaneo, un edificio fortemente legato alla tradizione agricola locale. Inserito in un terreno in pendenza, in seconda linea rispetto al bordo stradale e alle palazzine che vi si affacciano, l’edificio si sviluppa su 3 livelli: uno parzialmente interrato con struttura mista in pietra e cemento, uno intermedio con struttura a travi e pilastri in legno, dove si trova anche l’ingresso, e un sottotetto che sporge a sbalzo su tutti i lati. Con l’obiettivo di rispettare il carattere dell’edificio, è stato adottato un approccio pulito e contemporaneo alla ristrutturazione: in linea con il desiderio di mantenere il fragile equilibrio e la coerenza tra la tradizione vernacolare e il carattere contemporaneo, sono stati rielaborati dettagli che conferiscono un carattere astratto e neutrale all’edificio.

 

PROGETTO

L’edificio è stato smontato, riconfigurato e ampliato sul lato est, proponendo una rilettura distributiva e funzionale del tabià. E’ stato ripreso lo schema distributivo tipico di questa zona montana: lo spazio interno è stato suddiviso in tre parti dove la scala occupa la porzione centrale. Nei piani bassi, che sono a stretto contatto con gli edifici esistenti dell’intorno, sono state poste camere e zone di servizio, mentre la zona giorno è stata collocata nel sottotetto, dove è possibile usufruire del bel paesaggio sulle dolomiti. L’accogliente e spazioso spazio di cucina/soggiorno si trova nel cuore della casa e beneficia di ampie vetrate a tutta altezza che si affacciano sulle montagne verso sud e sul bosco verso nord. La reinterpretazione degli elementi tradizionali ha permesso di trovare un nuovo linguaggio, una nuova estetica coerente legata alla tradizione locale. Un progetto in grado di interagire e dialogare con l’ambiente e la tradizione.